Pubblicato in: IL DIARIO

-MANIFESTO-

No non è così, ed è esattamente il contrario. Il raccontare non è decorazione, bensì fondazione. Il percorso per la propria narrazione richiede autoanalisi, poi trasparenza, quindi coraggio. Il coraggio di chi prende una posizione e dichiara il proprio punto di vista, perdendo, eventualmente, i pubblici che deve perdere e rafforzando i legami con quanti può davvero aiutare.

Non voglio rubare tempo a chi tempo non ne ha. Ricostruisco la verità lontana dalla finzione, scomponendo ogni parte di me. Mille pezzi in caduta libera dentro una gabbia e il suo tintinnio che, instancabile, delimita il senso dello spazio. Non assomiglio al fringuello poggiato sul ramo pronto a spiccare il volo, tanto meno alla monetina sottile che cade dal palmo della mano pronta a rivelare il gioco del destino.

Sono un insieme di tessuti sfilacciati che qualcuno ha lasciato lì.

Mentre la sera mastica e sgretola il silenzio, mi siedo cauta su un corpo che non c’è. Sento il rumore della mia stessa inconsistenza, dietro il sibilo dei miei pensieri muti. Le parole gorgogliano come liquidi che fuoriescono da una fessura. Fosse il bollore di un catino… La bolla cristallina che si leva verso l’alto. Vocali e consonanti che sussurrano ma talvolta cigolano quando l’emozione si veste di ruggine.

Il sole ha smesso il tiepido, lo vedo alle prime luci dell’alba. Stampa macchie sulle pareti e graffi sui vetri. Fuori è silenzio. L’aria ha ripulito persino i respiri, mentre il gioco dei bambini si è fatto taciturno. Ho promesso al nuovo giorno di percorrere le mie tratte nere in attesa di poter intrattenere ogni momento. E’ da tenere il grigio ingiallito. Potrei mescolarlo all’odore del catrame umidiccio che riflette la corsa dei passi e farne carta da parati per il castello di cartapesta. Affondo le unghie in questa grotta che risuona i suoi echi antichi. Il vuoto si colma di fermenti, come brividi che risalgono lungo la schiena. Questa pendenza contraria al moto mi ricorda. Assomiglio a quella salita imperlata di briciole e crepe che si fanno sempre più secche fintanto che, intanto che, laddove, mentre…

Piove, tutto scivola e io lascio che sia.

PAOLA.